IL NUOVO ESAME DI STATO 

(Anno scolastico 2018/2019)

Era da anni che si attendeva una modifica legislativa del nuovo esame di Stato, l'esame di maturità di una volta. 

Finalmente sono state promulgate le nuove norme che disciplinano l'esame a partire da quest'anno scolastico 2018/2019. 

Quali sono i capisaldi dell'innovazione?

- Dare più rilievo al curricolo: sono 40 i punti massimi di credito di accesso all'esame (e non più 25, che erano già un miglioramento dei 20 precedenti).

- Eliminare la terza prova, la cui strutturazione spettava alle singole commissioni. Quindi si è tolto di mezzo un elemento di soggettività e di relativismo valutativo.

- Mantenere il carattere unitario nazionale della prima e seconda prova, con una maggiore chiarezza nei principi di predisposizione delle singole prove affidate a gruppi di lavoro ministeriali (le proposte poi vengono scelte dal ministro). Tale trasparenza dovrebbe aiutare ogni singola scuola  e i singoli docenti a preparare gli studenti in modo che affrontino l'esame con consapevolezza. 

- Legare il più possibile ogni prova al curricolo degli alunni, in modo che la prima prova accerti realmente il livello di competenza di ciascun alunno nella padronanza della lingua italiana in tutte le sue funzioni, a prescindere dall'indirizzo della scuola; la seconda permette di cogliere il grado di padronanza delle competenze maturate nelle discipline specifiche. La novità è data dalla possibilità di sottoporre una prova che riguardi più di una disciplina di indirizzo. 

- Formulare una griglia di valutazione per la prima e seconda prova e per il colloquio orale in modo che non ci siano grosse difformità tra le commissioni all'interno del territorio nazionale nell'assegnazione degli altri 60 punti (dopo i 40 del credito scolastico), che sono la somma dei 20 punti massimi da assegnare per ogni singola esibizione dell'alunno. 

Si può parlare di semplificazione dell'esame di Stato? Penso proprio di sì: semplificazione, ma non banalizzazione o facilitazione.

Restano le regole precedenti per l'ammissione, con la precisazione che anche per l'alunno valutato con un'insufficienza in sede di scrutinio finale il consiglio di classe può deliberare un motivato giudizio di ammissione.

Qual è allora l'aspetto interessante della riforma? 

Dare all'esame il suo vero e originario significato di  accertamento di un bagaglio umano, culturale e di competenze acquisito nel percorso di studi, liberandolo di aspetti burocratici e artificiosi.

Inoltre mantenere un valore nazionale unitario di verifica della formazione scolastica dei giovani in un momento in cui dominano particolarismi e perifericità. 

Di seguito riporto i documenti ministeriali. 

 

 

La circolare applicativa

Indicazioni per la prima prova

Indicazioni per la seconda prova