29/6/2017

Credo che tre siano i piani narrativi del mio nuovo romanzo "Una rivoluzione quasi perfetta", al di là ovviamente del tema centrale della "violenza" nei rapporti umani: la coppia vista come costruzione  della condivisione e della  fiducia tra due individui a prescindere dal genere, l'eros come luogo privilegiato dell'istinto e della fuga dai condizionamenti, il conflitto tra privato e pubblico, che mette in evidenza l'incoerenza tra l'essere e l'apparire. Ma soprattutto credo che il quadro che intende rappresentare il romanzo è quello dello smascheramento di ogni ipocrisia sia nei rapporti interpersonali che nella vita politica in generale.

Non è da sottovalutare il tema della sofferenza umana colta nella sua dimensione di solitudine. E poi  il potere  che agisce tra le pieghe anche più recondite di ogni relazione tra gli umani.                                  

Una rivoluzione quasi perfetta

Tra le novità del 2017 della casa editrice www.giovaneholden.it è inserita la prossima uscita del mio settimo romanzo "Una rivoluzione quasi perfetta".

La collana, nella quale è pubblicato il libro, è quella definita Battitore libero. Ho terminato la fase della revisione bozza. L' editing è stato accurato. Sono soddisfatto.

Il romanzo è molto complesso: i piani narrativi si sovrappongono, le tematiche trattate sono a volte di forte impatto emotivo. 

 

6 giugno 2017

Ormai il titolo è quasi sicuro "Una sana follia". Ben si addice alla traccia narrativa che sto seguendo nel raccontare la mia esperienza con Teddy, con l'osservazione costante del suo comportamento nella relazione con me e Loretta. E' la metafora della bellezza della vita, nella sua più alta espressione di vitalità. La vita come perenne giovinezza.

31 marzo 2017

Il processo di lavorazione, che dovrà portare alla pubblicazione del romanzo Una rivoluzione quasi perfetta, è stato avviato. Ho riletto per un'ultima revisione il testo e sinceramente sono rimasto sorpreso per ciò che ho scritto. Quando si è in fase di creazione perdi oggettività e realismo. Solo dopo, quando ti trasformi da scrittore a lettore, avviene quel distacco dal contenuto e ti sembra quasi che non sia stato tu a scrivere quello che leggi. Comunque è un romanzo complesso, dai mille risvolti, e il tema della non violenza credo che sia ben sviluppato nei suoi vari aspetti. Ma anche l'eros la fa da padrone. Anzi direi eros e politica.

 

 

 

 

 

Allora ho sottoscritto il contratto di edizione per il mio settimo romanzo. Una rivoluzione quasi perfetta ha trovato il suo editore: Giovane Holden Edizioni con sede a Viareggio. Questo è il sito della casa editrice, dove è possibile avere un quadro completo di questa piccola realtà editoriale: www.giovaneholden.it

E' stata una scelta non semplice, avevo a disposizione più di una proposta, a dir la verità tutte interessanti. Il manoscritto certamente ha suscitato attenzione. Per me è un grande cambiamento, ho l'impressione che stia intraprendendo un percorso editoriale nuovo e particolarmente significativo.

Intanto sto lavorando a due nuovi testi: Teddy, cane senza guinzaglio e Diotima; sono due romanzi che mi portano su sentieri di scoperta dell'essenza umana ma anche della vita nella sua totalità. Comunque è impressionante quando scrivo: escono fuori dei personaggi di cui non avevo conoscenza e poi sono loro a condurmi nello sviluppo della narrazione.

Scrivere

18/3/2014

Scrivere è l'esperienza più esaltante in ogni istante della vita

 

D.H. Lawrence:<<Nulla è importante se non la vita [...]. Per questa ragione sono un romanziere. Ed essendo un romanziere, mi considero superiore al santo, allo scienziato, al filosofo e al poeta - che sono tutti grandi esperti di parti diverse dell'uomo vivente, ma che non colgono mai l'intero. Il romanzo è il solo fulgido libro della vita.>>

 

 

21/3/2014

Raccontare una storia è entrare nell'animo umano. A me interessa non la vicenda ma cosa il personaggio prova nei sentimenti, nei pensieri: è l'animo umano con tutti i suoi moti l'oggetto della mia narrazione. Le trame mi appassionano poco. L'unica trama che trovo interessante è quella che nasce dai sogni e dalle speranze.

 

22/3/2014

C’è oggi attorno a noi un po’ di spazio per parlare di letteratura? Domina l’attualità politica, ne è piena la televisione. Domina la cronaca, domina l’economia, c’è sfiducia e non manca la disperazione. Ma quando si parla di letteratura vicino a noi? C’è interesse? E poi cosa vuol dire parlare di letteratura?

24/3/2014

Parliamo di romanzi. Raffaello Palumbo Mosca, nel suo saggio "L'invenzione del vero" (Gaffi editore) fa una distinzione tra romanzi documentali, che mirano all'accertamento dei fatti, e romanzi ibridi, che, al contrario, partono dalla cronaca ( o dalla Storia) per indagare un universale umano. Il romanzo ibrido, dunque, non riflette l'evento, riflette bensì sull'evento o su una rappresentazione di esso. In tale prospettiva si può collocare il mio libro "Lettere da Trieste 1937 - 1940". Non vuole essere un romanzo documentale, anche se è stato originato da documenti (le lettere spedite da Trieste in quattro anni), ma un romanzo ibrido, perché indaga su un <<universale umano>>, l'amore e il sogno di un futuro. Ecco perché una storia privata può diventare pubblica e trasformarsi in letteratura.

28/3/2014

Scrivere è come aprire la porta sull'universo. E' un fascino irresistibile. Non smetti mai più. Lo scrittore non va mai in pensione. E non c'è età che limiti. Una bellissima inchiesta riportata  su la Repubblica di ieri 27 marzo ha per titolo: <<Gli anti-Roth. Non si è mai troppo vecchi per scrivere.>> "Perché continuo a scrivere? E allora perché non mi chiede per quale motivo continuo a respirare?" Lawrence Ferlinghetti dagli Stati Uniti.

 

Ore 19,30 dopo una lunga passeggiata sul Mella con Tess.

Andando in pensione ho finalmente potuto dare  sfogo alla mia profonda passione, antichissima: scrivere e interessarmi di letteratura. Ora sono alle prese con il mio quarto libro. Scrivo romanzi ibridi, supero i generi e mi diverto con la mia vena narrativa, partendo dal <<mio vero>>. Amo una letteratura militante. Intendo dire la ricerca della forma espressiva dei generi e tanto altro. 

 

 

 

 

31/3/2014

La pubblicazione di un libro oggi nasce fondamentalmente da due esigenze: una è legata ad un settore che potremo chiamare giornalistico delle inchieste e dei casi da sottoporre all'attenzione del pubblico, l'altra a quello più squisitamente letterario di narrazione di storie. La prima esigenza che trova nel mercato facili echi porta alla produzione di saggi e potremo dire che è l'ambito più gettonato (in questo va inserita anche tutta la produzione di taglio storiografico). L'altra esigenza trova minore risonanza nel mercato e nelle attenzioni editoriali, anche perché è più difficile il consenso attorno a poetiche e a forme espressive che si basano non sull'oggetto del narrare e quindi sull'intreccio, ma sull'indagine di ciò che è dietro l'oggetto narrato, su ciò che non si coglie in superficie. Ovviamente questo secondo tipo di produzione narrativa mi appassiona di più.

 

4/4/2014

 

"Ma è anche vero che a volte la vita nel suo svolgersi di per se stessa è narrazione, romanzo, e supera talvolta ogni fantasia d'autore. Per questo una fedeltà a ciò che già è accaduto, riproporlo non come documento storico o di cronaca, ma come rappresentazione poetica e narrativa, vuol dire fornire altre possibilità alla creazione artistica che si lega così ad una dimensione di verità che affonda le radici in ciò che realmente è accaduto e la sua trasformazione poetica ne fa modello di sogno e di lettura universale" (G. Cinque, "Lettere da Trieste 1937 - 1940" Europa Edizioni 2014)

6/4/2014

Perché il libro “Lettere da Trieste 1937 – 1940”, che sarà presentato venerdì 11 aprile 2014 alle ore 17.00 presso la libreria Rinascita di Brescia? Due sono state le circostanze che hanno permesso di realizzare l’operazione letteraria di pubblicazione delle lettere di mio padre: la prima è che mio padre abbia affidato al testo scritto, alla parola scritta la sua storia d’amore con Fortunatina; la seconda che mia madre abbia gelosamente conservate le lettere con un’attenzione tale che nessuna andasse perduta. Pertanto una storia d’amore come tante, un fidanzamento come tanti, un mondo di sogni e di aspettative come tanti, possono diventare trama di una narrazione letteraria grazie alla parola scritta e ad un medium che oggi sembra addirittura anacronistico. Chi oggi pensa realmente di vivere una storia d’amore che si concretizzi in lettere da spedire e in attesa di risposte che vanno a sostanziare i contenuti di sogni e di speranze? È la parola scritta la potenza espressiva dei sentimenti umani che diventano paradigmi di trame che coinvolgono e in qualche modo poi ci riguardano.

 

7/4/2014

Qual è la differenza tra un saggio (politico, sociologico, storiografico, filosofico) e un romanzo ibrido? Il saggio lavora per oggettività e documentazione, s’interessa di numeri, di dati statistici, di documenti  storici. Guarda al fatto, a ciò che è accaduto e a ciò che accade, seleziona le informazioni, anzi le inquadra gerarchicamente, perché alcuni eventi sono più importanti di altri e cerca di cogliere i rapporti di causalità e di determinazione. Il romanzo ibrido invece guarda al cuore dell’uomo, ai suoi pensieri e alle sue emozioni. Anche il romanzo ibrido tratta elementi oggettivi, i dati statistici e i riferimenti storici, ma solo come sfondo in cui si colloca l’azione dell’individuo visto nella sua dimensione interiore e di  interazione con l’ambiente. Non s’interessa dell’oggettività, ma della soggettività, senza gerarchia e senza selezione. Possiamo dire che dà della vita una visione più generale e universale, in quanto ogni animo rappresentato è paradigma di una umanità che ci riguarda tutti.

La mia vita è la mia letteratura...

Non c’è particella individuale che non appartenga al cosmo palpitante di un universo totale che riguarda l’umanità